WWF e CONALPA denunciano gli ennesimi "albericidi" a Chieti
Abbattuti i pini di viale Abruzzo: un danno al patrimonio e alla salute dei cittadini
Abbattuti i pini di viale Abruzzo: un danno al patrimonio e alla salute dei cittadini
Nelle ultime settimane le “truppe d’assalto” incaricate dal Comune stanno operando in particolare nella parte valliva della città, con la scusa dei lavori di rifacimento dei marciapiedi. Su via Colonnetta e su piazzale Marconi c’è già stata una strage di conifere con numerose piante rase al suolo e altre, peggio, trasformate in tristi colonnette quasi a scimmiottare il simbolo dello Scalo. La rassicurazione informale che viene dal Palazzo, “gli alberi tagliati saranno sostituiti con altre essenze più adatte all’arredo urbano”, rassicura ben poco visto che per alcuni di essi sono scomparsi anche gli spazi prima occupati dal verde, ora diligentemente coperti dai rinnovati marciapiedi.
Sotto attacco c’è attualmente Viale Abruzzo, dove è in corso l’ennesimo albericidio. “Ci dicono che alcune piante erano malate – osserva Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti – ma ieri mattina siamo stati sul posto e caso vuole che gli alberi che abbiamo visto tagliare erano tutti privi di qualsiasi segno di patologia in essere”.
“La distruzione di alberi sani e in ottimo stato di salute è solo un danno – aggiunge Alberto Colazilli, presidente di CONALPA, Coordinamento nazionale per gli alberi e il paesaggio – per la città e per i suoi abitanti. A scuola ci hanno insegnato che l’albero è uno straordinario essere vivente capace di produrre ossigeno e di assorbire anidride carbonica: è uno ottimo compagno di viaggio che ci aiuta a vivere meglio. I boschi in città sono fondamentali mitigatori del clima e formidabili combattenti contro l’inquinamento. Troppo spesso però nelle stanze del comando siedono quelli che noi chiamiamo i distruttori di ossigeno, quelli che cercano di impedirci di respirare. Solo così si spiegano certe scelte assurde, che provocano danno alla città e ai suoi abitanti”
“Troppe volte – conclude Nicoletta Di Francesco - le amministrazioni pubbliche vedono gli alberi come un problema e non come una risorsa e li maltrattano per poi sostenere che sono pericolosi. Basta guardarsi attorno per vedere potature assurde con piante trasformate in pali di legno con pochi rami, spesso solo in punta, o con dannose capitozzature. Allo Scalo, come del resto in tutta la città, il danno è fatto. Vigileremo per verificare che venga almeno mantenuta la promessa di nuove piantumazioni, anche se ci vorranno anni per restituire ai cittadini piante altrettanto efficienti di quelle inopinatamente uccise. E ci auguriamo che si privilegino essenze autoctone, senza inseguire inutili esotismi. Le piante locali resistono meglio e normalmente costano anche meno. E questo non è affatto un difetto…”
Info. 320 2788489


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