L’udienza al TAR per Sirecc rinviata al 22 maggio
Il WWF chiede il definitivo annullamento di ogni permesso e ai cittadini di indignarsi. Nell’area scelta, lo conferma l’Autorità dei Bacini, “il rischio idraulico non permette la realizzazione di alcun nuovo insediamento: si andrebbe a generare un incremento del rischio.”
L’udienza al TAR sul ricorso di SIRECC contro l’approvazione con prescrizioni del progetto così detto “Megalò 2”, in programma questa mattina, è stata rinviata su richiesta della ditta ricorrente. La nuova udienza si terrà il 22 maggio prossimo. Il WWF, presente anche oggi in aula attraverso l’avv. Francesco Paolo Febbo, si è costituito in giudizio per opporsi all’ennesima cementificazione in un’area golenale e continuerà nella sua azione a tutela dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini. “Costruire in aree a rischio – sottolinea per l’ennesima volta la presidente del WWF Chieti Nicoletta Di Francesco – significa ignorare gli interessi della collettività e creare o aumentare potenziali pericoli per i cittadini insieme a cospicui danni economici. Quel che è successo con le recenti alluvioni avrebbe dovuto far aprire gli occhi e invece sul piano politico si continuano a gestire queste problematiche come se nulla fosse. Non comprendiamo in particolare perché, di fronte alle sacrosante prese di posizione dell’Autorità dei Bacini e del Genio Civile, il Comitato VIA presieduto dall’arch. Sorgi non abbia annullato il precedente parere favorevole con prescrizioni e tantomeno perché il Comune di Chieti non si affretti a cancellare il permesso a costruire rilasciato dal SUAP. Le recenti piogge sono state “straordinarie ma non anomale”, per usare la definizione data dai tecnici, e questo vuol dire che basta veramente poco per mettere in pericolo l’area. Con l’aggravante che la presenza dell’argine in quel tratto del fiume Pescara sposta il rischio a monte e anche a valle, in aree densamente abitate e sfruttate per numerose attività produttive. Una soluzione saggia sarebbe quella di delocalizzare Megalò e smantellare l’argine per restituire al fiume la sua cassa di espansione. E in ogni caso si eviti, ora e per sempre, almeno di peggiorare ulteriormente la situazione aggiungendo errore ad errore”. L’Autorità di Bacino ha prima annullato un precedente parere possibilista e poi, con Determinazione n°48 del 12.12.2013, ha espresso il definitivo parere negativo alla attuazione dell’intervento in questione. Risulta infatti, che, “sulla scorta dell’aggiornamento delle mappe del rischio idraulico, redatte in attuazione degli indirizzi operativi della direttiva 2007/60/CE, la riclassificazione del rischio idraulico operata non permette la realizzazione di alcun nuovo insediamento in quanto si andrebbe a generare un incremento del rischio.” Del resto senza una leggina regionale illegittima, rimasta in vigore pochi mesi e che ha consentito di evitare il percorso delle autorizzazioni ambientali, con ogni probabilità in quell’area non si sarebbe mai potuto costruire neppure il centro commerciale oggi esistente. Chi oggi cerca di sminuire questo dato di fatto paventando una opposizione “di campanile” evidentemente cerca di nascondere la realtà dei fatti. Il WWF si appella anche alle categorie produttive e ai cittadini: “Schieratevi accanto a noi – dice la Di Francesco – in questa battaglia di civiltà. Il WWF è presente al TAR grazie all’avv. Febbo, e sta seguendo le vicende relative a Megalò 2 e 3, insieme a molte altre nel territorio. I cittadini devono indignarsi, e devono farlo in tanti, perché non è lecito ignorare il rischio e creare potenziale danno solo perché imprenditori e progettisti cercano legittimamente di tutelare i propri interessi: è compito invece degli organi tecnici e soprattutto della politica far prevalere l’interesse della collettività, senza indugi, con chiarezza e trasparenza”.
Per informazioni o per contattare il WWF Chieti, scrivere una email a: chieti@wwf.it oppure telefonare al numero: 3202788487
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