Il WWF: “Parco Fluviale inquinato, ma non solo dall'alluvione”
Sconcertanti dichiarazioni del sindaco che sembra voler imputare la pessime condizioni dell’area solo alle acque del fiume Pescara.
Di Primio tre anni fa aveva dichiarato che il Parco sarebbe tornato entro il 2012 “in condizioni salubri e ambientali ottimali”.
Ribadito il secco no a nuovo cemento
Di Primio tre anni fa aveva dichiarato che il Parco sarebbe tornato entro il 2012 “in condizioni salubri e ambientali ottimali”.
Ribadito il secco no a nuovo cemento
Sconcertante intervento del Sindaco di Chieti Umberto Di Primio sul Parco Fluviale nella zona Megalò. In una intervista mandata in onda il 29 aprile da Rai 3 nel programma Buongiorno Regione ha espresso, confortato da analoghe dichiarazioni del progettista di Megalò, Megalò 2 e Megalò 3 ing. Merlino (ma non sarebbe stato meglio sentire l’ARTA?), le proprie preoccupazioni per il possibile inquinamento dell’area derivato dall’alluvione di inizio dicembre scorso.
Se ha simili preoccupazioni (terreno inquinato dall’acqua avvelenata) perché il primo cittadino non ci tutela emanando una apposita ordinanza che vieti la coltivazione e il pascolo in tutto il territorio comunale che è stato allagato? Perché non si confronta con gli altri sindaci della vallata per una azione congiunta? Perché in questi mesi, da dicembre a oggi, non ha premuto per analisi e controlli? Perché non ricorda che i terreni del Parco Fluviale e quelli limitrofi sono pieni di rifiuti da anni nella colpevole indifferenza anche della sua amministrazione come di quelle che l’hanno preceduta? Perché non ricorda di aver dichiarato tre anni fa (intervista a Il Centro pubblicata il 14 agosto 2011, ma è solo uno dei tanti possibili esempi), testualmente: «Si sono compiuti atti di rilevanza fondamentale per arrivare nel 2012 alla restituzione dell’area in condizioni ambientali salubri e ottimali»…
“Troppo comodo – dichiara il Presidente del WWF Chieti Nicoletta Di Francesco - dare la colpa all’alluvione, dimenticando sostanzialmente due cose: che l’acqua ha trovato sul suo cammino una quantità impressionante di rifiuti, anche pericolosi, spostandoli verso valle, insieme agli altri inquinanti; che la presenza di Megalò e del suo argine in un posto in cui mai si sarebbe dovuto costruire ha peggiorato la situazione. È appena il caso di notare che l’area golenale è di per sé soggetta ad alluvioni. La cosa strana non è che da quella parti sia arrivata l’acqua del fiume; la cosa strana è che qualcuno ci abbia costruito un centro commerciale e che insista per realizzarvi altri dannosi insediamenti. Tra l’altro le dichiarazioni del sindaco suonano pure come una resa: il parco fluviale avrebbe dovuto essere una compensazione a favore dei cittadini per la costruzione di Megalò. Megalò c’è da molti anni; il parco no. Ognuno valuti…”-
“Il WWF, insieme a Confcommercio e a tante altre associazioni – precisa l’Avvocato del WWF Chieti Francesco Febbo - organizzerà l’11 maggio una passeggiata lungo la strada golenale per far conoscere a tutti coloro che vorranno partecipare lo stato di salute di quel territorio, i guasti creati da incaute progettazioni e la possibilità future per migliorare le cose, dopo anni di promesse a vuoto cui nessuno più crede. Il sindaco stia tranquillo: nella passeggiata nessuno assaggerà erba forse contaminata dai veleni, non soltanto di Bussi. Non ci comporteremo come il gregge che l’anno scorso nell’indifferenza ha pascolato nella zona delimitata dal SIR (Sito di interesse regionale per i rifiuti, dove coltivazione e pascolo sono espressamente vietati) e persino stazionato nel Parco Fluviale e sulla cui presenza il WWF è stato costretto a presentare un esposto”.
Info. 320 2788489
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