sabato 11 ottobre 2014

IL WWF: BASTA CEMENTO SULLE SPONDE DEI FIUMI



UN MONITO DALL'ENNESIMA INONDAZIONE A GENOVA
IL WWF: BASTA CEMENTO SULLE SPONDE DEI FIUMI
Comunicato Stampa dell’ 11 ottobre 2014

Genova e la Liguria sono state nuovamente colpite da devastanti inondazioni, com’è accaduto già diverse altre volte, l’ultima appena tre anni fa, nell’ottobre 2011. La storia è sempre la stessa: la cementificazione dissennata che si è accumulata negli anni determina periodicamente disastri che provocano vittime e danni per milioni di euro e la politica continua a ignorare l’esigenza della prevenzione e della saggia programmazione concentrandosi sulle cosiddette grandi opere, molte delle quali sono soltanto foriere di nuovi disastri nel futuro, ancora di più in futuro in conseguenza degli ormai evidenti cambiamenti climatici per frenare i quali continuiamo a fare troppo poco. “Al di là del dolore e della solidarietà in favore delle popolazioni così duramente colpite, quello che è accaduto – sottolinea Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti - rappresenta l’ennesimo monito per chi continua a considerare il territorio soltanto in termini di cementificazione e di occupazione del suolo, senza alcun rispetto per la sua vocazione. La natura prima o poi inevitabilmente presenta il conto a chi crede di poterla maltrattare a suo piacimento”.

I maltrattamenti ambientali purtroppo – prosegue l’ambientalista - sono frequentissimi anche da noi. Uno dei casi più clamorosi riguarda, come è noto, i cosiddetti “Megalò 2” e Megalò 3”, progetti che prevedono una ulteriore colata di cemento a pochi passi dal fiume Pescara, nella stessa area naturale di espansione delle acque dove è stato assurdamente realizzato il complesso Megalò. Invece di cominciare a pensare alla delocalizzazione di una costruzione che non dovrebbe esistere, si vorrebbe cioè aggravare quello stravolgimento con potenziali gravissime conseguenze. Il fatto che oggi esista un grande argine a difesa del centro commerciale non annulla infatti il pericolo e anzi lo aumenta per i centri più a valle: Cepagatti, Sambuceto, Spoltore e Pescara. Tant’è vero che si continua a parlare di interventi di rimodellamento: casse di espansione artificiali per sostituire quelle naturali che si è assurdamente consentito di cancellare. Il tutto con largo impegno di denaro pubblico, cioè dei cittadini che pagano le tasse”.

Il WWF, grazie all’impegno dei suoi volontari e in particolare dell’avv. Francesco Febbo, continua a battersi contro i nuovi progetti anche attraverso le vie giudiziarie: è imminente un pronunciamento del Tribunale delle Acque (che ha già respinto una sospensiva richiesta per Megalò 3) cui seguiranno giudizi del TAR. Confidiamo, ovviamente, che le sentenze definitive siano tali da favorire il rispetto dell’ambiente e gli interessi della collettività dei cittadini. Bisogna tuttavia andare oltre i ricorsi e i contenziosi: “Per garantire la salvaguardia del territorio – sottolinea Nicoletta Di Francesco - occorre che la politica riscopra il proprio ruolo di programmazione e di scelta nell’ottica suprema della tutela del bene comune, un ruolo oggi svilito dall’asservimento a interessi di parte e dallo sguardo corto di chi, nei palazzi che ci governano, non sa andare oltre limitate visioni elettorali”.

Quel che ancora una volta è accaduto in Liguria – conclude la presidente del WWF Chieti – deve farci riflettere. L’area sulla quale si vorrebbe continuare a costruire è stata per secoli periodicamente allagata dal fiume Pescara: non si può continuare a sfidare la natura sperando di farla sempre franca. Il secondo disastro in Liguria in pochi anni, l’ennesimo di una lunga serie in Italia, e la stessa piccola alluvione che nel dicembre scorso ha costretto il sindaco a chiudere per due giorni Megalò a titolo precauzionale, rappresentano moniti importanti che non possiamo ignorare”.

Chieti, 11 ottobre 2014

Per informazioni

Il presidente
Nicoletta Di Francesco
320 2788489


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