WWF ABRUZZO - COMUNICATO STAMPA DEL 20 DICEMBRE 2014
Dopo la sentenza sulla discarica di Bussi sul Tirino, nessun passo indietro!
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| Alberi tagliati in una scarpata di via Picena nel marzo 2014 |
Sconcertante intervento del Sindaco di Chieti Umberto Di Primio sul Parco Fluviale nella zona Megalò. In una intervista mandata in onda il 29 aprile da Rai 3 nel programma Buongiorno Regione ha espresso, confortato da analoghe dichiarazioni del progettista di Megalò, Megalò 2 e Megalò 3 ing. Merlino (ma non sarebbe stato meglio sentire l’ARTA?), le proprie preoccupazioni per il possibile inquinamento dell’area derivato dall’alluvione di inizio dicembre scorso.
Con l’udienza di oggi è entrato nel vivo il cosiddetto “Processo di Bussi” che vede imputate 19 persone, coinvolte a vario titolo nella gestione delle aziende per anni attive in quel polo industriale. Le accuse principali sono disastro ambientale e avvelenamento delle acque, reati gravissimi che hanno comportato l’affidamento del processo alla Corte d’Assise di Chieti. Nella prima parte dell’udienza di oggi sono state esaminate le richieste, vecchie e nuove, per la costituzione delle parti civili. La Corte, presieduta dal Giudice Geremia Spiniello, ha confermato la legittimità della presenza del WWF per il radicamento nel territorio e il ruolo attivo che l’associazione ha svolto nella vicenda. “Siamo pienamente soddisfatti – dichiara l’avv. Tommaso Navarra, legale dell’associazione ambientalista – per il riconoscimento anche formale che la Corte ci ha confermato. Va dato atto del resto, da questo punto di vista, di onestà intellettuale ai difensori degli imputati che, nel richiedere l’esclusione di molte parti civili dal processo, non hanno ritenuto di porre in discussione il ruolo del WWF”
Il WWF chiede il definitivo annullamento di ogni permesso e ai cittadini di indignarsi. Nell’area scelta, lo conferma l’Autorità dei Bacini, “il rischio idraulico non permette la realizzazione di alcun nuovo insediamento: si andrebbe a generare un incremento del rischio.”