martedì 16 dicembre 2014

WWF: COMUNICATO STAMPA DEL 16 DICEMBRE 2014


COMUNICATO STAMPA DEL 16 DICEMBRE 2014

Alberi a rischio in viale IV Novembre.
Il WWF: “Obbligatorio consultare la Forestale”.

Manutenzione nelle scarpate.
“No a nuovi tagli selvaggi come nella primavera scorsa”

CHIETI – Il WWF commenta la notizia, diffusa dall’assessore al verde pubblico del Comune di Chieti, Alessandro Bevilacqua, sull’imminente taglio di quattro tigli lungo Viale IV Novembre.  L’assessore rivendica “attente attività di manutenzione e monitoraggio” dalle quali risulterebbero “uno stato fitosanitario e una stabilità precaria” incompatibili con la sopravvivenza degli alberi in questione. Di conseguenza “il Servizio Verde Pubblico provvederà nei prossimi giorni, tramite altra ditta specializzata nel settore, all’abbattimento di tali esemplari e al loro rimpiazzo con nuovi alberi della stessa essenza aventi dimensioni tali da poter essere commercialmente considerati esemplari di “pronto effetto”. Ben consapevole delle limitate risorse a disposizione il WWF si chiede perché non si faccia ricorso al Servizio Fitosanitario regionale, gratuito per i Comuni, almeno per quanto concerne la “verifica preventiva e strumentale” dello stato di salute delle piante, invece che a una ditta privata. Ci chiediamo quando siano stati effettuati analisi e trattamenti, per accertare cosa e a quali costi; se sia stato chiarito che cosa ha compromesso lo stato di salute dei tigli e se c’è la possibilità che siano stati i recenti lavori sui marciapiedi di viale IV Novembre a danneggiare gli alberi. Ci chiediamo inoltre quali probabilità di attecchimento hanno gli esemplari di “pronto effetto” e quale sarà il loro costo, dato che a pagare sono comunque i cittadini?

Ci perdoni l’assessore se avanziamo qualche dubbio – sottolinea la presidente del WWF Chieti Nicoletta Di Francesco -, ma i precedenti non giocano in suo favore: siamo, giusto per fare qualche esempio, ancora in attesa di vedere alberi di pronto effetto al posto dei 5 pini tagliati in Piazzale Marconi, del tiglio eliminato da viale Benedetto Croce, delle piante innocenti vittime dei lavori in Viale Abruzzo e sulla Colonnetta…potremmo continuare a lungo così come potremmo mostrare immagini di alberi tagliati per presunte malattie i cui segni non comparivano affatto in quel che restava dei tronchi dopo l’intervento delle seghe”.

C’è poi un’altra questione: prima di tagliare è obbligatorio consultare la Forestale. Lo stabilisce l’art. 6 della legge regionale 12/2013 (prima abrogato ma di recente lodevolmente ripristinato) che  vieta nei centri urbani il danneggiamento, l’abbattimento e l’espianto di filari ed alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, e prevede in ogni caso l’acquisizione di “parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato”. 

Oltre ai tagli è preannunciata una serie organica di interventi specialistici e ordinari sulle alberature comunali. Tali interventi spaziano dalla limitazione delle chiome sino allo sfoltimento dei grossi esemplari passando per la bonifica di scarpate dove neve e frane hanno prodotto danni e situazioni di pericolo. E prevedono inoltre la verifica preventiva e strumentale delle condizioni fisioterapiche e della stabilità di numerose alberature maggiori. Complessivamente, da questi giorni e sino a marzo 2015, sono previsti a cominciare da via Ricci la manutenzione di 600 alberi e altri 250 interventi localizzati per una spesa complessiva di 52.000 euro. “Chiediamo su questo aspetto un chiarimento: nella primavera scorsa abbiamo assistito – conclude Nicoletta Di Francesco -  su disposizione comunale al taglio a raso di alberi su intere aree di scarpata intorno alla città; gli alberi invece svolgono il servizio di trattenere acqua e neve e con le loro radici contrastano i movimenti franosi. L’intervento prevede nuove piantumazioni in sostituzione degli alberi assurdamente tagliati? Oppure si vogliono porre le premesse per ulteriori danni?”.


Chieti, 16 dicembre 2014

Per informazioni: 320 2788489


Alberi tagliati in una scarpata di via Picena nel marzo 2014








venerdì 28 novembre 2014

Taglio abusivo di alberi lungo il fiume Pescara, intervengono le guardie WWF


COMUNICATO STAMPA DEL 28 NOVEMBRE 2014

Un cittadino deferito alla Procura della Repubblica di Chieti.

Il degrado del fiume avanza nel silenzio delle istituzioni.
Bisogna aumentare i controlli e vietare nuove cementificazioni: le alluvioni insegnano.
Taglio abusivo di alberi lungo il fiume Pescara, intervengono le guardie WWF

CHIETI – Continuano le azioni di controllo delle Guardie volontarie del WWF nel territorio regionale. In particolare una operazione condotta nei giorni scorsi lungo i fiumi del Chietino ha portato, oltre che alla contestazione di alcuni illeciti e a sequestri in materia di pesca, al deferimento alla Procura di Chieti di un cittadino sorpreso sulle sponde del fiume Pescara a tagliare senza alcuna autorizzazione alberi di proprietà pubblica per ricavarne legname.

Nell’occasione le guardie WWF hanno con rammarico constatato ancora una volta le difficili condizioni ambientali in cui grava il più grande fiume d’Abruzzo. Colpisce in particolare il fatto che il degrado è maggiormente evidente proprio nel cosiddetto “parco fluviale”, che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città, parziale ristoro del danno ambientale rappresentato da un enorme centro commerciale costruito in quella che era un zona di esondazione naturale della Pescara. Le Guardie volontarie del WWF hanno constatato la presenza di discariche abusive, pescatori illegali e, appunto, il taglio abusivo di alberi.

Claudio Allegrino, coordinatore regionale delle Guardie Giurate Volontarie del WWF, lancia un appello con molta amarezza: “Percorrendo la strada che affianca il corso del fiume Pescara si ha ancora oggi la possibilità di godere di paesaggi interessanti ma occorre fare presto, perché tra poco non ci sarà ben poco da ammirare. Gli alberi, ad esempio: in un solo giorno abbiamo censito oltre 20 punti in cui sono stati abusivamente abbattuti per ricavarne legname (un reato penale). Si percepisce in queste zone una sensazione di abbandono da parte delle istituzioni, degli amministratori e degli Organi di polizia. Se non si avviano subito attività di repressione degli illeciti, si corre il rischio che queste aree siano perdute per sempre nel degrado. Non è possibile lasciare la risoluzione di questi problemi unicamente sulle spalle di cittadini, come le guardie giurate, che volontariamente e gratuitamente cercano di tamponare le emergenze.  Abbiamo denunciato più volte la situazione di illegalità diffusa nella zona del fiume Pescara, ma non abbiamo notizie di interventi di polizia oramai da tanto tempo”.


Conclude Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti: “Il patrimonio verde è fondamentale per la qualità della nostra vita e gli alberi in particolare andrebbero sempre tutelati e controllati, soprattutto quando sono inseriti in ambienti naturali. Troppo spesso accade esattamente il contrario. È grave quando un singolo cittadino li abbatte a danno di tutti gli altri; ancora più grave, e purtroppo accade spesso, quando i tagli sono autorizzati e pianificati da enti pubblici, a volte con motivazioni risibili. Una scelta che denota una gravissima mancanza di cultura contro la quale dovremmo tutti impegnarci a fondo anche scegliendo amministratori in grado di dimostrare un maggiore rispetto verso il patrimonio della collettività e la difesa dell’ambiente. Il fiume è una ricchezza per tutti, non possiamo continuare a trattarlo con sufficienza. Le alluvioni che provocano danni e morte non sono colpa della natura ma dell’uomo che continua a costruire dove non dovrebbe e lungo la Pescara gli esempi in tal senso, realizzati e ancora assurdamente progettati, purtroppo non mancano”.

Chieti, 28 novembre 2014

Per informazioni
guardie.wwf.ch@inwind.it







mercoledì 22 ottobre 2014

Biodiversamente 2014


Torna nel fine settimana l’appuntamento con BIODIVERSAMENTE
"dagli Appennini alle Onde"
con il WWF e il Museo Universitario di Chieti
Sabato 25 alle 9.30 incontro pubblico su Orsi e Capodogli
Comunicato Stampa dell’ 22 ottobre 2014

Il 25 e il 26 ottobre torna Biodiversamente, un week end tra scienza e natura organizzato dal WWF Chieti insieme al Museo Universitario “G. d’Annunzio”, evento quest’anno principalmente dedicato alle problematiche emerse dagli ultimi fatti di cronaca sugli Orsi e sui Capodogli. Per le due giornate il Museo sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito e saranno allestiti punti d’informazione e raccolta firme a cura dei volontari dell’associazione WWF Chieti.

dagli Appennini alle Onde” è anche il titolo della conferenza che si terrà sabato 25 ottobre, dalle 9.30 alle 12 circa, presso l’Auditorium del Museo. Si tratterà di un incontro pubblico a ingresso libero coordinato dal prof. Luigi Capasso, direttore del Museo, e da Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti. Sono previste due relazioni: il dott. Sergio Guccione, biologo marino del Centro Studi Cetacei,  intervenuto a Vasto per il salvataggio dei Capodogli recentemente spiaggiati, parlerà di “Capodogli, turisti per caso?”; la dott.ssa Clara D’Arcangelo, direttrice CTA Parco Nazionale della Majella, e il dott. Angelo Ferrante, viceispettore Comando Stazione di Pretoro del Corpo Forestale dello Stato, interverranno invece su “Orsi e Uomini: tutela e convivenza” con illustrazione anche dei metodi d’indagine utilizzati in casi di rinvenimento di animali selvatici deceduti, metodi simili a quelli usati dalla polizia scientifica.

Il Consigliere nazionale Dante Caserta e il responsabile regionale Luciano Di Tizio illustreranno infine la campagna del WWF “Stop ai crimini di Natura” che prevede tra l’altro un appello alle istituzioni, attraverso una sottoscrizione disponibile sia in formato cartaceo sia on line sul link http://criminidinatura.wwf.it/cosa-facciamo/petizione.php

Seguirà un dibattito con la partecipazione di due seconde classi dell’ITGC “Galiani-De Sterlich” di Chieti, ma l’invito è esteso a tutti coloro che vorranno partecipare.

Chieti, 22 ottobre 2014

Per informazioni

Il presidente
Nicoletta Di Francesco
320 2788489



sabato 11 ottobre 2014

IL WWF: BASTA CEMENTO SULLE SPONDE DEI FIUMI



UN MONITO DALL'ENNESIMA INONDAZIONE A GENOVA
IL WWF: BASTA CEMENTO SULLE SPONDE DEI FIUMI
Comunicato Stampa dell’ 11 ottobre 2014

Genova e la Liguria sono state nuovamente colpite da devastanti inondazioni, com’è accaduto già diverse altre volte, l’ultima appena tre anni fa, nell’ottobre 2011. La storia è sempre la stessa: la cementificazione dissennata che si è accumulata negli anni determina periodicamente disastri che provocano vittime e danni per milioni di euro e la politica continua a ignorare l’esigenza della prevenzione e della saggia programmazione concentrandosi sulle cosiddette grandi opere, molte delle quali sono soltanto foriere di nuovi disastri nel futuro, ancora di più in futuro in conseguenza degli ormai evidenti cambiamenti climatici per frenare i quali continuiamo a fare troppo poco. “Al di là del dolore e della solidarietà in favore delle popolazioni così duramente colpite, quello che è accaduto – sottolinea Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti - rappresenta l’ennesimo monito per chi continua a considerare il territorio soltanto in termini di cementificazione e di occupazione del suolo, senza alcun rispetto per la sua vocazione. La natura prima o poi inevitabilmente presenta il conto a chi crede di poterla maltrattare a suo piacimento”.

I maltrattamenti ambientali purtroppo – prosegue l’ambientalista - sono frequentissimi anche da noi. Uno dei casi più clamorosi riguarda, come è noto, i cosiddetti “Megalò 2” e Megalò 3”, progetti che prevedono una ulteriore colata di cemento a pochi passi dal fiume Pescara, nella stessa area naturale di espansione delle acque dove è stato assurdamente realizzato il complesso Megalò. Invece di cominciare a pensare alla delocalizzazione di una costruzione che non dovrebbe esistere, si vorrebbe cioè aggravare quello stravolgimento con potenziali gravissime conseguenze. Il fatto che oggi esista un grande argine a difesa del centro commerciale non annulla infatti il pericolo e anzi lo aumenta per i centri più a valle: Cepagatti, Sambuceto, Spoltore e Pescara. Tant’è vero che si continua a parlare di interventi di rimodellamento: casse di espansione artificiali per sostituire quelle naturali che si è assurdamente consentito di cancellare. Il tutto con largo impegno di denaro pubblico, cioè dei cittadini che pagano le tasse”.

Il WWF, grazie all’impegno dei suoi volontari e in particolare dell’avv. Francesco Febbo, continua a battersi contro i nuovi progetti anche attraverso le vie giudiziarie: è imminente un pronunciamento del Tribunale delle Acque (che ha già respinto una sospensiva richiesta per Megalò 3) cui seguiranno giudizi del TAR. Confidiamo, ovviamente, che le sentenze definitive siano tali da favorire il rispetto dell’ambiente e gli interessi della collettività dei cittadini. Bisogna tuttavia andare oltre i ricorsi e i contenziosi: “Per garantire la salvaguardia del territorio – sottolinea Nicoletta Di Francesco - occorre che la politica riscopra il proprio ruolo di programmazione e di scelta nell’ottica suprema della tutela del bene comune, un ruolo oggi svilito dall’asservimento a interessi di parte e dallo sguardo corto di chi, nei palazzi che ci governano, non sa andare oltre limitate visioni elettorali”.

Quel che ancora una volta è accaduto in Liguria – conclude la presidente del WWF Chieti – deve farci riflettere. L’area sulla quale si vorrebbe continuare a costruire è stata per secoli periodicamente allagata dal fiume Pescara: non si può continuare a sfidare la natura sperando di farla sempre franca. Il secondo disastro in Liguria in pochi anni, l’ennesimo di una lunga serie in Italia, e la stessa piccola alluvione che nel dicembre scorso ha costretto il sindaco a chiudere per due giorni Megalò a titolo precauzionale, rappresentano moniti importanti che non possiamo ignorare”.

Chieti, 11 ottobre 2014

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Il presidente
Nicoletta Di Francesco
320 2788489


venerdì 10 ottobre 2014

WWF parte civile processo uccisione orso



L’orso ucciso a Pettorano: il WWF si costituirà parte civile
Presentata una denuncia esposto e la significazione di persona offesa

Il WWF Italia ha presentato una denuncia-esposto in relazione alla triste vicenda di Pettorano sul Gizio dove uno degli ultimi rari esemplari di orso marsicano è stato ucciso, secondo quando sinora noto, a colpi di fucile sparatigli alle spalle da un operaio dell’Anas e cacciatore. Nella denuncia, affidata all’avv. Michele Pezone del Foro di Chieti, la presidente Donatella Bianchi, a nome dell’associazione ambientalista, specifica di ritenersi persona offesa  in quanto il WWF è notoriamente, e per statuto, portatore di quegli interessi diffusi lesi dal reato.
Non a caso proprio in questi giorni l’associazione del Panda ha lanciato una grande campagna per dire basta ai crimini di natura, contro i quali i ranger e le guardie WWF combattono una durissima battaglia in tutto il mondo. “Anche alla luce di questa campagna - commenta il delegato regionale Luciano Di Tizio - per il WWF è semplicemente doveroso perseguire reati contro l’ambiente. Nel caso specifico dell’orso marsicano siamo di fronte a una emergenza di carattere mondiale, che forse in Abruzzo non è stata ancora recepita con l’attenzione che una situazione così grave richiederebbe. Una situazione che va affrontata con mezzi e misure eccezionali”.
Per la salvaguardia di una popolazione ai limiti della sopravvivenza – aggiunge l’avv. Pezone – bisogna spendere tutte le energie possibili e sforzarsi di far capire, anche attraverso l’applicazione delle norme di legge, come sia necessario cambiare atteggiamento, per quei pochi che non l’hanno ancora capito, nei rapporti  con quello che ovunque in Italia e nel mondo è recepito come l’animale simbolo dell’Abruzzo e dei suoi Parchi nazionali”.

Pescara, 10 ottobre 2014

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Luciano Di Tizio 3488130092

lunedì 6 ottobre 2014

Passeggiata con il WWF alla riscoperta della città



L’Associazione WWF Chieti aderisce alla
“III Giornata Nazionale del Camminare”

L’Associazione WWF Chieti aderisce alla “III Giornata Nazionale del Camminare” del 12 ottobre 2014, proposta da Federtrek con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.

Domenica 12 ottobre, dalle 8.30 alle 13 circa, “Passeggiata con il WWF alla riscoperta della città”Appuntamento in piazza Escrivà (uscita scala mobile in via Asinio Herio) alle 8.30. Si consigliano calzature e abbigliamento comodi.

Passeggiata di circa 3 ore interamente in discesa, lungo percorsi inconsueti dalla città alta alla zona valliva, alla riscoperta della storia di Chieti e di alcune delle sue caratteristiche urbanistiche e ambientali. Sono previste diverse soste nelle quali verranno brevemente approfonditi temi legati al percorso.
La camminata si concluderà (arrivo previsto in piazzale Marconi alle 12.00), con un aperitivo (a pagamento e a libera partecipazione) e con il viaggio di ritorno sul filobus (partenza alle 12.45 circa), il mezzo pubblico che dal 1950 collega le due parti in cui si è sviluppata la città.

Necessaria la prenotazione entro venerdì 10 ottobre alle ore 21.00, via email all'indirizzo chieti@wwf.it o per telefono al 320 2788489.

(Si ricorda di acquistare preventivamente il biglietto per i mezzi pubblici presso edicole o punti vendita autorizzati - costo biglietto 1,10€)

giovedì 2 ottobre 2014

Il WWF: “Ora la Regione rinnovi e riformi il Comitato VIA”


Segnalati collegamenti che destano perplessità e rendono urgente un intervento della politica

Il WWF: « Ora la Regione rinnovi e riformi il Comitato VIA »

Inchiesta Sorgi: il WWF torna sulla gestione del Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) della Regione Abruzzo per segnalare alcune singolari vicende. “Fatti che – spiega il delegato regionale Luciano Di Tizio -, pur non avendo agli atti alcun rilievo penale, destano perplessità che la politica è chiamata a dissipare”.
Nel corso delle indagini è emerso che Sorgi sarebbe amministratore di fatto della società “LT Progetto s.r.l.” che avrebbe rapporti d’affari, tra l’altro, con “Sincretica s.r.l.”, il cui direttore tecnico è l’architetto Giovanni Vaccarini, anch’egli indagato nella vicenda che ha portato il dirigente regionale agli arresti domiciliari. Ebbene Sorgi ha presieduto il Comitato VIA che ha dato parere favorevole con prescrizioni minime al progetto per la realizzazione della centrale a biomasse Powercrop nell’ex zuccherificio di Avezzano. La Powercrop – che ha sede a Sesto San Giovanni (MI) - ha affidato proprio all’architetto pescarese Giovanni Vaccarini l’incarico di progettare lo stabile per ospitare la centrale per un analogo impianto a biomasse in un ex zuccherificio nel comune di Russi, nel Ravennate. 
Ancora: lo stesso Vaccarini, è un assiduo collaboratore, per diversi importanti progetti in Italia e nel mondo, della società di ingegneria Proger. La Proger si occupa, tra le altre cose, di studi di impatto ambientale e ha tra i suoi clienti diverse importanti aziende petrolifere. Ha firmato, ad esempio, gli studi di impatto ambientale per le istanze di permesso di ricerca “Cipressi”, “Santa Venere” e altri. Permessi di ricerca che sono stati esaminati dal Comitato presieduto da Sorgi, che nell’inchiesta, lo ricordiamo, è individuato quale socio di fatto di Vaccarini

Non stiamo dicendo – aggiunge il delegato regionale WWF – che ci siano necessariamente delle irregolarità ma questi collegamenti, facilmente verificabili con una semplice ricerca su internet, destano comunque non poche perplessità. A chi deve valutare gli impatti ambientali di un progetto si chiede un ruolo di assoluta imparzialità e alla luce di quanto riferito non ci sembra che ci siano garanzie in tal senso. È semplicemente indispensabile, a questo punto, una sostanziale riforma del Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale. Una riforma che non può limitarsi alla pur necessaria sostituzione del presidente Sorgi. Occorre rivedere la normativa aumentando l’efficienza e la trasparenza, nell’interesse dell’ambiente e dei cittadini e anche nell’interesse delle stesse ditte proponenti che hanno diritto a una valutazione dei loro progetti seria, affidabile e svolta in tempi ragionevoli. Il WWF e gli ambientalisti in genere lo chiedono da anni; quello che è accaduto dimostra che intervenire ormai è urgente”.  


Pescara, 01 ottobre 2014

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Luciano Di Tizio 3488130092

martedì 30 settembre 2014

Commento del WWF dopo il clamoroso arresto di Sorgi


Il WWF: « Basta con i "re sole": servono regole chiare e trasparenza »

Questa mattina l’Abruzzo si è svegliato con la clamorosa notizia dell’arresto dell’alto dirigente della Regione arch. Antonio Sorgi a seguito di una inchiesta della Squadra Mobile della Questura di Pescara alla quale il WWF ha collaborato con un proprio esposto: decine di documenti per centinaia di pagine che hanno fornito agli inquirenti nuovi spunti e dettagli interessanti per il prosieguo delle indagini.

A qualche ora da quell’arresto il delegato regionale dell’associazione ambientalista, Luciano Di Tizio, torna sulla notizia per chiarire la posizione del WWF: “Al di là del nostro esposto, relativo soprattutto ad altre vicende con analogo svolgimento ma avvenute in luogo diverso rispetto a quella che ha portato all’arresto, ci preme porre l’accento sull’assurda gestione che c’è stata negli ultimi anni del Comitato per la Valutazione di Impatto Ambientale. Una gestione  che dovrà essere profondamente riformata, a garanzia del rispetto delle leggi e dei diritti dei cittadini. Le singole responsabilità dovranno essere valutate dalla magistratura, ma quello che è emerso nell’inchiesta avrà comunque conseguenze sul piano politico. Non basterà tuttavia cambiare le persone, scelta inevitabile e urgente, ma occorrerà anche modificare le regole, perché nessuno mai più possa essere considerato un “re sole”. I funzionari e i politici sono al servizio della collettività e non di se stessi, e perché questo semplicissimo principio abbia seguito occorrono normative chiare e tali da consentire una vera partecipazione e una vera trasparenza. È questo quello che il WWF Abruzzo chiede con forza al nuovo governo e al nuovo consiglio regionale”.


Domani, a margine della conferenza stampa già convocata (ore 10:30 presso Libreria Qui Abruzzo in via De Amicis 1/5 a Pescara) sulla deriva petrolifera e sulle osservazioni contro il progetto Elsa 2, il delegato regionale del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio presenterà ai giornalisti una serie di documenti per una riflessione sul funzionamento in questi anni del Comitato VIA della Regione Abruzzo in relazione alle ipotesi di reato emerse dall’inchiesta della Squadra Mobile della Questura di Pescara.



Pescara, 30 settembre 2014

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Luciano Di Tizio 3488130092

domenica 14 settembre 2014

WWF: "Difendiamo l'Adriatico Bene Comune Europeo"


WWF: "Difendiamo l'Adriatico Bene Comune Europeo"

Per impedire le morie di cetacei, tartarughe, il rischio petrolio e puntare su una ‘blue economy’ c’è una Strategia europea appena varata: urgente applicarla.
Lo spiaggiamento e la morte dei capodogli avvenuta nei giorni scorsi lungo le coste abruzzesi probabilmente vedrà le risposte arrivare tra molto tempo e anche nel caso in cui le autopsie ci mostrino eventuali danni legati ad attività di prospezione petrolifera, nessuno “confesserà” di essere stato in quei giorni e in quei luoghi a cercare petrolio da coltivare utilizzando potenti onde acustiche. Il WWF, infatti, dubita fortemente in un atto di tale trasparenza poiché in questi anni nell’Adriatico si sono susseguiti molti altri episodi, come altri capodogli spiaggiati, un’impressionante moria di tartarughe marine. Per tutti questi casi le indagini sono in corso e il WWF attende con fiducia i risultati, ma la morte di massa è sempre difficile da spiegare e nel proporre soluzioni occorre la massima cautela.

Tutti questi episodi, per ora ancora inspiegabili, impongono però una riflessione seria e costruttiva su un bene comune , il mare Adriatico, che per la prima volta da quest’anno è interamente circondato da paesi comunitari, grazie all’ingresso della Croazia in Europa ma sul quale sono concentrati forti interessi e attività che rischiano di diventare insostenibili dal punto di vista ecologico, e non solo.

L’Adriatico non può essere abbandonato all’anarchia, i portatori di interesse, gli stakeholders, devono confrontarsi, è indispensabile  una pianificazione territoriale marina che contempli lo sviluppo economico dell’area (che deve essere realmente  sostenibile) ed il mantenimento della biodiversità, intesa anche come serbatoio di risorse naturali con valore economico  (acciughe, vongole, triglie, naselli, sogliole, etc).

Esiste già uno strumento utilizzabile  ed è stato lanciato dalla Commissione Europea nel giugno del 2014 -   Strategia Europea “for the Adriatic and Ionian Region - a valle di un processo partito nel 2012, con l’adozione di una Strategia marina adriatico ionica e nel giugno del 2014 con la proposta di una Strategia d’attuazione. Oggi per la prima volta i paesi che si affacciano su questo bacino hanno tra le mani una soluzione  che, se adottata interamente e seriamente, è in grado di avviare una gestione moderna attraverso processi di pianificazione territoriale marina. Questo non solo è auspicato ma è richiesto con vigore in vista di una necessaria “blue economy”.


Senza queste regole i petrolieri continueranno a sgomitare per estrarre più petrolio possibile, gli albergatori vedranno a rischio il loro business, i pescatori vedranno deturpato il loro mare. Capodogli e tartarughe forse continueranno a morire  di certo il Mare Adriatico peggiorerà per tutti. E infine: a fianco delle strategie si deve avviare un cambio di cultura che renda i paesi consapevoli dello straordinario valore del nostro capitale naturale senza il quale non vi è benessere né sviluppo.

Ufficio Stampa WWF Italia, 02 83133233 - 329 8315718 - 06 84497213 - 349 0514472

venerdì 12 settembre 2014

Il caso dello spiaggiamento di 7 capodogli sulla spiaggia di Punta Aderci


Il WWF: "Si tratta di un inquietante segnale d'allarme
Basta con lo sfruttamento selvaggio del mare Adriatico"

“È un vero e proprio grido d’allarme, gravissimo in un bacino chiuso e di piccole dimensioni, che – questo il primo commento del WWF, dopo il clamoroso spiaggiamento di 7 capodogli sulla spiaggia di Punta Aderci a Vasto, affidato al delegato regionale per l’Abruzzo Luciano Di Tizio, - dovrebbe indurci a rivedere profondamento il nostro atteggiamento nei confronti del mare Adriatico”.

“Il nostro pensiero, anche se è chiaramente da confermare, – sottolinea Fabrizia Arduini, referente energia per il WWF Abruzzo - va all'intensa attività di ricerca geosismica attraverso l'air-gun da parte delle compagnie petrolifere, attualmente utilizzato soprattutto sulle coste dell'altra sponda dell’Adriatico. L'air-gun è una pratica che per l'intensità di suono prodotto nel sottofondo marino diviene micidiale per i cetacei e non solo, come dimostra una ampia letteratura a riguardo”. Anche i sonar militari, in particolare quelli a bassa frequenza, hanno conseguenze devastanti per il mare e sono causa diretta di spiaggiamenti di massa e di emorragie per la risalita eccessivamente rapida degli animali spaventati da suoni mai sentiti in mare. Le ricerche petrolifere, al di là del micidiale air-gun, provocano danni anche con altre attività: nel sito di Maria Rita D’Orsogna si legge, ad esempio, che nel 2008 circa 100 balene si spiaggiarono e morirono lungo le coste del Madagascar in conseguenza, come venne acclarato da uno studio indipendente, di stimolazioni acustiche connesse appunto alla ricerca di giacimenti nel fondo marino. Basta progetti inerenti gli idrocarburi in mare Adriatico, basta fiumi che riversano quotidianamente veleni: facciamo appello alle forze politiche e a tutte le Regioni che si affacciano su questo mare perché si attivino immediatamente per avviare la tutela, concretamente e non a chiacchiere, di un  fragilissimo ecosistema, fonte di vita di moltissime specie viventi compresa la nostra.


“La politica dello sfruttamento selvaggio – conclude  Luciano Di Tizio – non ci ha portato da nessuna parte. Le compagnie petrolifere promettono, a fronte delle loro perforazioni, vantaggi immediati per la collettività che non ci sono mai stati o che comunque non hanno compensato i danni ecologici ed economici per i territori coinvolti. Per costruire un domani ecocompatibile e che davvero ci possa portare fuori dalla attuale pesante crisi occorre guardare al futuro e non al passato. E le fonti energetiche fossili ormai sono soltanto un residuo del passato”.

Da sottolineare infine che quello di Punta Aderci è il più grosso spiaggiamento di balene di tutto il Mediterraneo dalla fine 1800 ad oggi. È inoltre importante evidenziare che l’eccezionale dispiegamento di esperti e di volontari ha portato quattro individui, uno dei quali aveva frammenti di una grossa rete infilata in bocca, a riprendere il mare aperto. “Speriamo che tutto vada per il meglio – afferma la guardia WWF Stefano Taglioli – perché questo sarebbe il premio migliore per il lavoro dei volontari che sono accorsi a decine con commovente abnegazione”.

Pescara, 12 settembre 2014


martedì 26 agosto 2014

V.le B. Croce: una mulattiera in città.

Carissimi Sig. Sindaco e Sig.ri Assessori,
è ormai da diverso tempo, troppo, che lo Scalo sembra essere tenuto in pochissima considerazione da chi dovrebbe occuparsi della Res Publica.
Quasi mi ero rassegnato, ma adesso la misura è veramente colma! Siamo al punto in cui la notte, e soprattutto la mattina presto, non si dorme più!

Qualche anno fa, in Viale B. Croce, sono stati effettuati lavori per la realizzazione dell'impianto fognario. Peccato che, dopo poche settimane dalla consegna dei lavori, la strada "ricostruita" abbia iniziato rapidamente a cedere sotto il peso di autobus e automobili. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Nessuno, a quanto ne sappia, ha chiesto spiegazioni alla ditta esecutrice dei lavori! Certo, non siamo mica in Olanda o in Germania, dove i lavori (anche quelli di ripristino) devono essere garantiti per molti anni...

Con il passare del tempo la situazione è peggiorata. Dormire di mattina presto è diventato praticamente impossibile visto che, al passare di un furgoncino, camioncino, camion o qualsiasi altro cassonato, gli avvallamenti provocano rumori fortissimi! Ed il via vai dei mezzi è, ovviamente, costante! Soprattutto in questo periodo in cui si dorme ancora a finestre aperte, la situazione è insopportabile! Vi assicuro che in queste condizioni non si dorme e ci si sveglia continuamente di soprassalto! (le foto purtroppo non mostrano bene la profondità degli avvallamenti...in alcuni casi anche attraversare la strada può essere difficoltoso e il rischio di distorcersi una caviglia è decisamente reale!)

Non è solo questo però il problema. Quando piove, anche nel caso di brevi pioggerelline, si creano pozzanghere che rendono oltremodo difficile la vita a chi ha il piacere di utilizzare i mezzi pubblici. Infatti, anche se qualche pio automobilista rallenta, di certo non può fermarsi e la doccia di acqua lercia è quasi sempre assicurata (nella foto, benché la pozzanghera sia piccola, si nota la sua estensione, pressoché continua su tutta la via).





Nel caso delle ultime manifestazioni ciclistiche sono state messe alcune pezze di asfalto qua e la ma la situazione non è certo risolvibile in tal modo. Servono interventi decisi e strutturali, che auspico siano però a spese della ditta realizzatrice dei predetti lavori.
Spero che qualcuno decida di prendere in considerazione questo problema, non solo con chiacchiere pre-elettorali, ma con interventi reali e risolutivi.
Grazie.

giovedì 12 giugno 2014

Wwf Chieti- Comunicato stampa del 11 Giugno 2014

In data 11 Giugno 2014 il WWF Chieti ha emesso il seguente Comunicato Stampa:

Scatta l'orario estivo:
la sede del WWF Chieti apre il giovedì pomeriggio

Nuovo orario di apertura al pubblico per la sede del WWF Chieti. Da giugno gli uffici di via Camillo De Nardis 1 (complesso ex caserma Pierantoni, ingresso laterale, prima strada a destra guardando il portone principale e l'ufficio postale) sono a disposizione dei cittadini il giovedì dalle 18.30 alle 20.00. In questo orario saranno sempre presenti in sede alcuni attivisti per illustrare le attività del WWF, distribuire materiale promozionale, raccogliere adesioni, ecc.

Sono oltre 5 milioni le persone che in tutto il mondo, con il loro aiuto, permettono al WWF di portare avanti le proprie sfide: più di 1300 progetti, dall’Italia all’Artico, dall’Africa alla Cina. In Abruzzo, tra i tanti meriti, la vittoriosa lotta contro il devastante terzo traforo del Gran Sasso, la denuncia per l’acqua contaminata dalla discarica di Bussi, l’azione di contrasto alla petrolizzazione del territorio e del mare Adriatico, il contrasto alla cementificazione dei fiumi… E ancora: le visite nelle meravigliose Oasi WWF, le iniziative per la “scoperta” del cielo notturno, gli incontri e le conferenze… Si ricorda che l’associazione WWF Chieti svolge la propria attività soltanto con l'aiuto dei soci che contribuiscono con la propria quota d’iscrizione a salvaguardare la natura nel mondo, in Italia e nel nostro territorio.



Info. 320 2788489



giovedì 29 maggio 2014

Wwf Chieti- Comunicato stampa del 28 Maggio 2014

In data 28 Maggio 2014 il WWF Chieti ha emesso il seguente Comunicato Stampa:

WWF e CONALPA denunciano gli ennesimi "albericidi" a Chieti
Abbattuti i pini di viale Abruzzo: un danno al patrimonio e alla salute dei cittadini

La Giunta Di Primio continua imperterrita nella sua “guerra” agli alberi, a dispetto della normativa nazionale (legge 10/2013) che prevede una serie di obblighi di potenziamento e di tutela del verde urbano, in particolare per i Comuni al di sopra dei 15mila abitanti. Tra l’altro quello di redigere, a fine mandato, un bilancio complessivo: “due mesi prima della scadenza naturale del mandato, il sindaco rende noto il bilancio arboreo del Comune, indicando il rapporto tra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza”. Un bilancio che, nel caso di Chieti, oggi non potrebbe che essere decisamente negativo.

Nelle ultime settimane le “truppe d’assalto” incaricate dal Comune stanno operando in particolare nella parte valliva della città, con la scusa dei lavori di  rifacimento dei marciapiedi. Su via Colonnetta e su piazzale Marconi c’è già stata una strage di conifere con numerose piante rase al suolo e altre, peggio, trasformate in tristi colonnette quasi a scimmiottare il simbolo dello Scalo. La rassicurazione informale che viene dal Palazzo, “gli alberi tagliati saranno sostituiti con altre essenze più adatte all’arredo urbano”,  rassicura ben poco visto che per alcuni di essi  sono scomparsi anche gli spazi prima occupati dal verde, ora diligentemente coperti dai rinnovati marciapiedi.

Sotto attacco c’è attualmente Viale Abruzzo, dove è in corso l’ennesimo albericidio. “Ci dicono che alcune piante erano malate – osserva Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chietima ieri mattina siamo stati sul posto e caso vuole che gli alberi che abbiamo visto tagliare erano tutti privi di qualsiasi segno di patologia in essere”.

“La distruzione di alberi sani e in ottimo stato di salute è solo un danno – aggiunge Alberto Colazilli, presidente di CONALPA, Coordinamento nazionale per gli alberi e il paesaggio per la città e per i suoi abitanti. A scuola ci hanno insegnato che l’albero è uno straordinario essere vivente capace di produrre ossigeno e di assorbire anidride carbonica: è uno ottimo compagno di viaggio che ci aiuta a vivere meglio. I boschi in città sono fondamentali mitigatori del clima e formidabili combattenti contro l’inquinamento. Troppo spesso però nelle stanze del comando siedono quelli che noi chiamiamo i distruttori di ossigeno, quelli che cercano di impedirci di respirare. Solo così si spiegano certe scelte assurde, che provocano danno alla città e ai suoi abitanti”

“Troppe volte – conclude Nicoletta Di Francesco - le amministrazioni pubbliche vedono gli alberi come un problema e non come una risorsa e li maltrattano per poi sostenere che sono pericolosi. Basta guardarsi attorno per vedere potature assurde con piante trasformate in pali di legno con pochi rami, spesso solo in punta, o con dannose capitozzature. Allo Scalo, come del resto in tutta la città, il danno è fatto. Vigileremo per verificare che venga almeno mantenuta la promessa di nuove piantumazioni, anche se ci vorranno anni per restituire ai cittadini piante altrettanto efficienti  di quelle inopinatamente uccise. E ci auguriamo che si privilegino essenze autoctone, senza inseguire inutili  esotismi. Le piante locali resistono meglio e normalmente costano anche meno. E questo non è affatto un difetto…”

Info. 320 2788489
 


martedì 6 maggio 2014

11 Maggio 2014 - Passeggiata ecologica informativa


WWF Chieti
"Passeggiata ecologica informativa"
Domenica 11 Maggio 2014 - Chieti

Domenica 11 maggio iniziativa di WWF Chieti e Confcommercio lungo il fiume Pescara
Una passeggiata ecologica in difesa dell’ambiente e del piccolo commercio
Tantissime le adesioni: Confesercenti, CNA Chieti e altre organizzazioni datoriali, comitati e associazioni

L’ Associazione WWF Chieti e Confcommercio Chieti organizzano per domenica 11 maggio prossimo una “passeggiata ecologica informativa” lungo la strada golenale sulla sponda destra del fiume Pescara con raduno alle ore 9.30, nei pressi dell’ingresso del cosiddetto “parco fluviale”, e conclusione prevista intorno alle 12.30.

Si tratterà di una breve passeggiata con soste, durante le quali esperti forniranno informazioni  sull’ambiente che ci circonda. L’iniziativa,  oltre a trattare  temi ambientali, rappresenterà anche un segnale di forte contrarietà, da parte di Confcommercio e delle altre associazioni datoriali, agli interventi cosiddetti “Megalò 2” e “Megalò 3”, la cui realizzazione assesterebbe il colpo definitivo, mortale, al piccolo commercio (che dà lavoro a migliaia di persone tra titolari e dipendenti) e alla vitalità non solo di Chieti ma di moltissimi altri centri urbani dell'intero Abruzzo. Una motivazione in perfetta sintonia con gli obiettivi del WWF, tesi sia alla salvaguardia del fiume con le sue complesse relazioni con l’ambiente circostante, sia alla tutela della qualità della vita dei cittadini.

Si prevedono circa 40 minuti di cammino all’andata e altrettanti al ritorno su strada pianeggiante. Sono necessari semplicemente scarpe da trekking o equivalenti, abbigliamento comodo, cappellino per difendersi dal sole, eventuale borraccia con acqua. Oltre alle pause informative sono previsti anche momenti di intrattenimento.
Saranno presenti anche alcune Guardie Giurate ittico - ambientali volontarie del WWF.

Siete tutti invitati a partecipare. Tuttavia, dato anche il particolare periodo pre-elettorale, non saranno ammessi bandiere e/o simboli di partito e richiami di qualsiasi genere agli schieramenti partitici e al voto imminente.
Ciascuno aderisce assumendosi personalmente ogni responsabilità per se stesso nonché per danni eventualmente arrecati, direttamente o indirettamente, ad altri; i minorenni debbono essere accompagnati da un genitore o da un maggiorenne che se ne assuma la piena responsabilità. 

Per informazioni o per contattare il WWF Chieti, scrivere una email a: chieti@wwf.it oppure telefonare al 3202788489

martedì 29 aprile 2014

Wwf Chieti- Comunicato stampa del 29 Aprile 2014

In data 29 Aprile 2014 il WWF Chieti ha emesso il seguente Comunicato Stampa:

Il WWF: “Parco Fluviale inquinato, ma non solo dall'alluvione”
Sconcertanti dichiarazioni del sindaco che sembra voler imputare la pessime condizioni dell’area solo alle acque del fiume Pescara.
Di Primio tre anni fa aveva dichiarato che il Parco sarebbe tornato entro il 2012 “in condizioni salubri e ambientali ottimali”. 
Ribadito il secco no a nuovo cemento

Sconcertante intervento del Sindaco di Chieti Umberto Di Primio sul Parco Fluviale nella zona Megalò. In una intervista mandata in onda il 29 aprile da Rai 3 nel programma Buongiorno Regione ha espresso, confortato da analoghe dichiarazioni del progettista di Megalò, Megalò 2 e Megalò 3 ing. Merlino (ma non sarebbe stato meglio sentire l’ARTA?), le proprie preoccupazioni per il possibile inquinamento dell’area derivato dall’alluvione di inizio dicembre scorso.

Se ha simili preoccupazioni (terreno inquinato dall’acqua avvelenata) perché il primo cittadino non ci tutela emanando una apposita ordinanza che vieti la coltivazione e il pascolo in tutto il territorio comunale che è stato allagato? Perché non si confronta con gli altri sindaci della vallata per una azione congiunta? Perché in questi mesi, da dicembre a oggi, non ha premuto per analisi e controlli? Perché non ricorda che i terreni del Parco Fluviale e quelli limitrofi sono pieni di rifiuti da anni nella colpevole indifferenza anche della sua amministrazione come di quelle che l’hanno preceduta? Perché non ricorda di aver dichiarato tre anni fa (intervista a Il Centro pubblicata il 14 agosto 2011, ma è solo uno dei tanti possibili esempi), testualmente: «Si sono compiuti atti di rilevanza fondamentale per arrivare nel 2012 alla restituzione dell’area in condizioni ambientali salubri e ottimali»…

Troppo comodo – dichiara il Presidente del WWF Chieti Nicoletta Di Francesco - dare la colpa all’alluvione, dimenticando sostanzialmente due cose: che l’acqua ha trovato sul suo cammino una quantità impressionante di rifiuti, anche pericolosi, spostandoli verso valle, insieme agli altri inquinanti; che la presenza di Megalò e del suo argine in un posto in cui mai si sarebbe dovuto costruire ha peggiorato la situazione. È appena il caso di notare che l’area golenale è di per sé soggetta ad alluvioni. La cosa strana non è che da quella parti sia arrivata l’acqua del fiume; la cosa strana è che qualcuno ci abbia costruito un centro commerciale e che insista per realizzarvi altri dannosi insediamenti. Tra l’altro le dichiarazioni del sindaco suonano pure come una resa: il parco fluviale avrebbe dovuto essere una compensazione a favore dei cittadini per la costruzione di Megalò. Megalò c’è da molti anni; il parco no. Ognuno valuti…”-

Il WWF, insieme a Confcommercio e a tante altre associazioni – precisa l’Avvocato del WWF Chieti Francesco Febbo - organizzerà l’11 maggio una passeggiata lungo la strada golenale per far conoscere a tutti coloro che vorranno partecipare lo stato di salute di quel territorio, i guasti creati da incaute progettazioni e la possibilità future per migliorare le cose, dopo anni di promesse a vuoto cui nessuno più crede. Il sindaco stia tranquillo: nella passeggiata nessuno assaggerà erba forse contaminata dai veleni, non soltanto di Bussi. Non ci comporteremo come il gregge che l’anno scorso nell’indifferenza ha pascolato nella zona delimitata dal SIR (Sito di interesse regionale per i rifiuti, dove coltivazione e pascolo sono espressamente vietati) e persino stazionato nel Parco Fluviale e sulla cui presenza il WWF è stato costretto a presentare un esposto”.

Info. 320 2788489

lunedì 28 aprile 2014

Navigando tra i canali...


L'improvviso (?) acquazzone che ieri ha colpito Chieti Scalo credo non possa e non debba essere sottovalutato. Il nostro territorio urbano ha, ancora una volta, dimostrato tutta la sua grande fragilità.
Acqua violenta, intensa e improvvisa si dirà. Vero! Ma è questa una novità? Credo proprio di no. E la cosa più disarmante tra tutte è la completa indifferenza di chi vive in queste zone...a meno che non si tocchino le proprie automobili e i propri averi. Tombini "isolati" con asfalto, caditoie luride ed intasate, tombini che vomitano impropriamente acque nere, strade ormai divenute "bianche" si trasformano in vere e proprie trappole, che a volte posso fare veramente male...
Si aspettano risposte pratiche dalle amministrazioni coinvolte!
Sveglia gente...ciò che è pubblico è anche mio, questo dovrebbe essere il nostro leitmotiv...invece oggigiorno il menefreghismo domina il pensiero e questo modo di vedere le cose è una delle cause della moderna decadenza. Almeno questo è il mio pensiero!









lunedì 3 febbraio 2014

Wwf Abruzzo - Comunicato stampa del 31 Gennaio 2014

In data 31 Gennaio 2014 il WWF Abruzzo ha emesso il seguente Comunicato Stampa:

Processo di Bussi
Il WWF confermato tra le parti civili per “radicamento nel territorio e presenza attiva nella vicenda

Con l’udienza di oggi è entrato nel vivo il cosiddetto “Processo di Bussi” che vede imputate 19 persone, coinvolte a vario titolo nella gestione delle aziende per anni attive in quel polo industriale. Le accuse principali sono disastro ambientale e avvelenamento delle acque, reati gravissimi che hanno comportato l’affidamento del processo alla Corte d’Assise di Chieti. Nella prima parte dell’udienza di oggi sono state esaminate le richieste, vecchie e nuove, per la costituzione delle parti civili. La Corte, presieduta dal Giudice Geremia Spiniello, ha confermato la legittimità della presenza del WWF per il radicamento nel territorio e il ruolo attivo che l’associazione ha svolto nella vicenda.Siamo pienamente soddisfatti – dichiara l’avv. Tommaso Navarra, legale dell’associazione ambientalista – per il riconoscimento anche formale che la Corte ci ha confermato. Va dato atto del resto, da questo punto di vista, di onestà intellettuale ai difensori degli imputati che, nel richiedere l’esclusione di molte parti civili dal processo, non hanno ritenuto di porre in discussione il ruolo del WWF”
Auspichiamo – aggiunge il presidente del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio – che la giustizia faccia rapidamente il suo corso, grazie ai ritmi cadenzati che il presidente Spiniello ha imposto al processo, ma ribadiamo che, al di là dell’esito della vicenda giudiziaria, è fondamentale per gli abruzzesi che si arrivi anche alla bonifica dei siti inquinati”.
Info. 348 8130092

mercoledì 29 gennaio 2014

Comunicato stampa del 23 Gennaio 2014

In data 23 Gennaio 2014 il WWF Chieti ha emesso il seguente Comunicato Stampa:

L’udienza al TAR per Sirecc rinviata al 22 maggio
Il WWF chiede il definitivo annullamento di ogni permesso e ai cittadini di indignarsi. Nell’area scelta, lo conferma l’Autorità dei Bacini, “il rischio idraulico non permette la realizzazione di alcun nuovo insediamento: si andrebbe a generare un incremento del rischio.

L’udienza al TAR sul ricorso di SIRECC contro l’approvazione con prescrizioni del progetto così detto “Megalò 2”, in programma questa mattina, è stata rinviata su richiesta della ditta ricorrente. La nuova udienza si terrà il 22 maggio prossimo. Il WWF, presente anche oggi in aula attraverso l’avv. Francesco Paolo Febbo, si è costituito in giudizio per opporsi all’ennesima cementificazione in un’area golenale e continuerà nella sua azione a tutela dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini. “Costruire in aree a rischio – sottolinea per l’ennesima volta la presidente del WWF Chieti Nicoletta Di Francesco – significa ignorare gli interessi della collettività e creare o aumentare potenziali pericoli per i cittadini insieme a cospicui danni economici. Quel che è successo con le recenti alluvioni avrebbe dovuto far aprire gli occhi e invece sul piano politico si continuano a gestire queste problematiche come se nulla fosse. Non comprendiamo in particolare perché, di fronte alle sacrosante prese di posizione dell’Autorità dei Bacini e del Genio Civile, il Comitato VIA presieduto dall’arch. Sorgi non abbia annullato il precedente parere favorevole con prescrizioni e tantomeno perché il Comune di Chieti non si affretti a cancellare il permesso a costruire rilasciato dal SUAP. Le recenti piogge sono state “straordinarie ma non anomale”, per usare la definizione data dai tecnici, e questo vuol dire che basta veramente poco per mettere in pericolo l’area. Con l’aggravante che la presenza dell’argine in quel tratto del fiume Pescara sposta il rischio a monte e anche a valle, in aree densamente abitate e sfruttate per numerose attività produttive. Una soluzione saggia sarebbe quella di delocalizzare Megalò e smantellare l’argine per restituire al fiume la sua cassa di espansione. E in ogni caso si eviti, ora e per sempre, almeno di peggiorare ulteriormente la situazione aggiungendo errore ad errore”. L’Autorità di Bacino ha prima annullato un precedente parere possibilista e poi, con Determinazione n°48 del 12.12.2013, ha espresso il definitivo parere negativo alla attuazione dell’intervento in questione. Risulta infatti, che, “sulla scorta dell’aggiornamento delle mappe del rischio idraulico, redatte in attuazione degli indirizzi operativi della direttiva 2007/60/CE, la riclassificazione del rischio idraulico operata non permette la realizzazione di alcun nuovo insediamento in quanto si andrebbe a generare un incremento del rischio.” Del resto senza una leggina regionale illegittima, rimasta in vigore pochi mesi e che ha consentito di evitare il percorso delle autorizzazioni ambientali, con ogni probabilità in quell’area non si sarebbe mai potuto costruire neppure il centro commerciale oggi esistente. Chi oggi cerca di sminuire questo dato di fatto paventando una opposizione “di campanile” evidentemente cerca di nascondere la realtà dei fatti. Il WWF si appella anche alle categorie produttive e ai cittadini: “Schieratevi accanto a noi – dice la Di Francesco – in questa battaglia di civiltà. Il WWF è presente al TAR grazie all’avv. Febbo, e sta seguendo le vicende relative a Megalò 2 e 3, insieme a molte altre nel territorio. I cittadini devono indignarsi, e devono farlo in tanti, perché non è lecito ignorare il rischio e creare potenziale danno solo perché imprenditori e progettisti cercano legittimamente di tutelare i propri interessi: è compito invece degli organi tecnici e soprattutto della politica far prevalere l’interesse della collettività, senza indugi, con chiarezza e trasparenza”.
Per informazioni o per contattare il WWF Chieti, scrivere una email a: chieti@wwf.it oppure telefonare al numero: 3202788487